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QUESTA E' LA MIA VITA
(Fra 1962)
di J.L. Godard con A. Karina

"Come si può dare il "dentro"?
Io credo standosene prudentemente all'esterno."
Jean Luc Godard

L'immagine scatta.
Ritratto o imperfezione?
Musica e silenzio improvviso: rumore di fondo.
La parola scritta descrive l'immagine.
Di spalle e di fronte allo specchio.
Reale?
La musica riprende prima d'interrompersi.
Il futuro è negato volontariamente.
Insoddisfazione e speranza in due "figure".
Contenitori di parole.
Non la propria vita.
Il movimento è parlato.
Annullamento dell'introspezione.
Film muto, il silenzio al cinema.
La passione di Giovanna d'Arco.
Primo piano.
Comprendiamo la strada solo al termine del cammino.
Un volto, gli occhi, le palpebre, una lacrima.
Cosa vuole possedere?
La strada, il muro, finestre chiuse.
Osservo la vita.
Asimmetria, scarsa definizione.
Una concessione negata.
Lotta, non sulla bocca.
La vita si riflette nelle parole di un'amica.
La responsabilità d'azione equivale alla libertà?
Evasioni, sono solo storie.
Sono infelice.
Il suo sguardo vede l'amore e lo sogna.
Una raffica di spari.
L'immagine è una raffica di spari.
Eclisse.
Si riaffaccia per apparire.
L'emozione improvvisa di uno scatto.
8/9
La didattica della prostituzione.
Come si impara una professione.
Domande dirette, risposte in terza persona.
Onniscente.
I nuovi comandamenti.
Il cinema si autocensura.
La pena è il silenzio.
Annullamento del significato della parola.
Il silenzio annulla l'illusione.
Il testo diventa reale.
Il ritratto si materializza.
La vita è nell'arte che la raffigura.
Lei è un Oggetto.
Due colpi diretti a lei, per errore.
Si accascia.
Le campane suonano.
Un ultimo quadro, un'istantanea.
L'Oggetto in sé.

Bowman