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visioni:recensioni A-Z / SHORTCUTS / DIRECTORS / YEARS
OLTRE IL GIARDINO
(USA 1979)
di H. Ashby con P. Sellers
Come può un uomo sconosciuto, senza passato, analfabeta,
fare strada in poco tempo e senza volerlo nella società occidentale?
Rispondendo ai codici di comportamento, non contraddicendo nessuno,
esprimendosi attraverso innocui paralleli botanici e manifestando
gentilezza: l'annullamento della personalità e il candido
modo di mostrarla sono uno shock per il mondo che lo circonda, che
non comprendendo la verità pensa ad una intelligenza superiore.
Nessuno se non così semplice ne capisce l'intrinseca umanità,
non si accorge dei limiti di chi ha di fronte perché ha bisogno
di un modo, un motivo per vivere e sperare e lo trova nelle innocenti
parole di un giardiniere capitato per caso nella realtà parallela
dell'alta finanza, catapultato dal nulla alla notorietà,
senza nemmeno essere in grado di comprendere cosa gli stia accadendo.
L'ignoranza porta con sé la luce, ma questa non viene vista:
altresì viene piegata al volere di ognuno, alla capacità
interpretativa, alla risposta ai propri desideri.
Il messaggio del giardiniere non c'è eppure viene cercato
in profondità, egli comunica attraverso il suo animo e i
suoi gesti, non attraverso le sue vacue dichiarazioni che chiunque
gli stia attorno utilizza per rafforzarsi credendo che gli siano
direttamente rivolte.
Un mondo politico ed economico sull'orlo del collasso ma pronto
come sempre a salvarsi, utilizza l'ottimismo involontario di uno
sconosciuto per rimanere a galla e per fare credere nella rinascita:
un racconto triste e poetico, basato sulle incomprensioni e sulla
rigidità degli status, sull'irrazionalità dei giudizi
che maturano senza influenze esterne nella mente di chi li ha già
decisi prima ancora di conoscere.
Contraddistinto dai programmi televisivi (suo unico vero interesse:
"amo guardare" dice incompreso) e dalla passione per la
botanica, animato da semplici sensazioni e al contempo isolato,
quest'uomo diventa improvvisamente il riferimento dei potenti del
suo tempo.
Chance, il giardiniere, è l'ultimo degli ultimi: vicino a
lui centinaia di morti che camminano con enormi conti in banca,
ma senza sentimenti, dimentichi della propria innocenza e dei propri
valori.
E proprio come l'ultimo degli ultimi si accinge ad essere il primo
Anzi lo è già, ma la società occidentale non
se ne è accorta: perchè lo vede e lo tiene in considerazione
solo in relazione ai suoi ciechi e dispotici bisogni.
Bowman
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