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visioni:recensioni A-Z / SHORTCUTS / DIRECTORS / YEARS
GRAND CANYON
(USA 1991)
di L. Kasdan con D. Glover K. Kline S. Martin
Grand Canyon è uno sguardo disincantato sulla società
americana e sulla sua crisi alla fine degli anni '80: crisi non
solo sociale o economica ma anche e soprattutto generazionale.
La direzione di Kasdan assume di volte in volta i tratti realisti
dopo lunghe sequenze che introducono alla scena, creando un'attenzione
quasi divina agli intrecci personali dei protagonisti.
Affiancando a personaggi dal comportamento ordinario situazioni
sorprendenti e rivelatorie Kasdan interviene sulla storia creando
un universo parallelo tracciato dal fato.
La crescita di ognuno dei protagonisti, l'inaspettata sequenza di
eventi che li porta ad incrociare le proprie vite e a cambiarle
profondamente permettono di mantenere alto l'interesse per tutta
la durata del film, nonostante qualche lacuna nella sceneggiatura.
La sequenza onirica centrale gioca con lo spettatore e riesce a
fargli scorgere punti di vista completamente ignorati o supposti
sino a quel momento (senza dubbio la parte più interessante
e rivelatoria del racconto).
Kasdan tenta di rimanere un osservatore esterno, interessato solo
a riportare su pellicola la straordinaria e comunissima realtà
che incrocia il destino dei suoi protagonisti.
Il rapporto tra Los Angeles dov'è ambientato e il Grand Canyon
dove si conclude è il centro dell'analisi sociale del film
intorno a cui ruotano le singole esperienze.
Il finale, primo segnale di ottimismo ad innestarsi su rapporti
apparentemente disgregati, segnala l'inversione di tendenza, il
definitivo cambio di vita problematico e inaspettato che nessuno
dei protagonisti sembrava volesse compiere.
Bowman
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