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visioni:recensioni A-Z / SHORTCUTS / DIRECTORS / YEARS
EXPLODING PLASTIC INEVITABLE
(USA 1968)
di R. Nameth
E.P.I. niente più che una sigla.
Capeggiava sui manifesti che annunciavano lo show della band scoperta dall'eccentrico enfant prodige della pop art sui muri di biblioteche e università.
A volte arrivavano in posti troppo lontani dal via vai della Factory o dall'abituale Max Kansas City. Luoghi dove ragazzi come David Byrne potessero rimanere completamente spiazzati dalla forza rivoluzionaria di uno show come l'Exploding Plastic Inevitable, la creatura congiunta di Andy Warhol e dei Velvet Underground.
Una serie di esibizioni rimaste nel mito e nelle parole dei protagonisti: voci che si rincorrono per rammentare l'incursione deviata nel mondo hippy di S, Francisco o le prime performance tra i muri argentati e le "25 persone giuste" che c'erano a New York in quegli anni.
La ventina di minuti di "Andy Warhol's Exploding Plastic Inevitable"di Roland Nameth è un cortocircuito d'immagini e musica filmato durante il tour della band di Lou Reed e John Cale tra il 1966 e il 1967. I Velvet Underground quasi non si notano, piccole figure scure sovrastate dai volti della Factory proiettati sopra di loro. Nico serve solo per l'introduzione (I'll be your mirror), poi è la chitarra di Reed a prendere la scena. In rapida successione Venus in furs, Heroin ed European Son. Le immagini accelerano, distorte e allucinate: la Woronov che balla con Malanga agitando una frusta, il volto stupefatto di quest'ultimo, incredulo e con gli occhi strabuzzanti. Improvvisi lampi bianchi, corpi che danzano senza distinzione tra palco e audience. Nameth utilizza al meglio il montaggio per aumentare le qualità visionarie della performance che minuto dopo minuto appare come un dipinto in movimento, macchie nere e grigie che impressionano la pellicola, rincorrendosi l'un'altra. Enfatizzati a dismisura i passaggi tra Venus in furs e Heroin (da irrefrenabili e a fuoco le figure divengono distorte e difficilmente riconoscibili) sino all'incedere devastante e oltre il noise di European son, filmata in tutta la sua potenza con continui rallentamenti e stop motion sul primo piano angosciato di Malanga circondato da band e pubblico. Il tutto mentre Vynil (1965) in perfetta antitesi psichedelica con la musica della band, con le sue false torture e i balli sfrenati e preordinati, porta l'Exploding Plastic Inevitable al suo culmine di spettacolo rock multimediale e straniante.
La violenza visiva del video di Nameth è indiscutibile, altrettanto la sua abilità nel catturare luci e movimenti, nel rendere l'immagine satura e sporca mentre è ancora in divenire, pronta a mutare sè stessa in un'altra dimensione.
Dal leggibile al fumoso, indescrivibile, intreccio d'anime che s'inseguono in uno spazio codificato al senso ultimo dell'inquadratura, capace d'escludere quanto serve a comprenderla per puntare solo sulla percezione continuamente stimolata di chi guarda.
Un sogno distorto e rumoroso, scosso da flash al calor bianco che non servono ad illuminare, ma solo a sconvolgere.
Bowman
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