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visioni:recensioni A-Z / SHORTCUTS / DIRECTORS / YEARS
ELLING
(Nor 2003)
di P. Naess
Una simpatica commedia norvegese è quella che si srotola
sulla pellicola del film Elling; di media fattura ma di gusto leggero
e moderno, il film prende e spiega la vita del protagonista Elling
appunto che dopo la morte della madre viene ricoverato per gravi
crisi depressive in un manicomio nella periferia di Oslo.
Dopo anni di cura, l'ometto ed un suo enorme e affamato amico, ormai
riabilitati vengono inseriti in un programma di riabilitazione per
malati mentali sotto la superficiale sorveglianza di un giovane
operatore di igiene mentale che affida ad Elling e al compare un
appartamento nel centro della città.
Da qui inizia la tragicomica commedia che vede i due protagonisti
scontrarsi, a volte con enormi difficoltà che bene vengono
evidenziate dalla gestualità dei due attori, con i problemi
della vita quotidiana , come fare la spesa, tenere pulita la casa
o rispondere al telefono tramite il quale il loro tutore li controlla
non troppo spesso.
La decisione di parlare di questo film , dalla trama non molto originale
e dal cast non certo straordinario mi è stata dettata da
una necessità di conoscenza del cinema norvegese prima ed
europeo poi, troppo spesso infatti non vengono colti nei film quei
piccoli particolari che , se ragionati, possono dare molto più
di quanto non dia una buona sostanza di effetti speciali e penso
che è proprio verso questo tipo di pubblico che il regista
vuole rivolgersi e che sia proprio questo tipo di storia che lui
cerca di raccontare.
Ma, ciò che mi ha colpito di più nella storia è
la scelta della terapia di Elling, infatti la scopre egli stesso
e si regala una ragione di vita scrivendo poesie e nascondendole
nelle confezioni di crauti essiccati a quanto pare di largo consumo
da quelle parti.
Una idea non certo originale se si guarda il contenuto dei fatti
ma queste scene hanno una mobilità che il film propone con
una ritmica non eccellente ma sicuramente piacevole, i colori e
la pellicola sono tremendamente nord europei e le ambientazioni
non lasciano spazio a dubbi sul luogo sul quale sono state riprese.
Il film di una durata di ottanta minuti ci lascia con un discreto
finale che avrebbe potuto essere speso meglio, sarebbe comunque
bastata una manciata di minuti in più per rendere noioso
il film.
Ms.Dupont
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