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ELEPHANT
(USA 2003)
di G. Van Sant

una normalissima scuola americana. normalissimi studenti americani, di certo diversi tra loro, ognuno problematico a suo modo come in ogni caso è realmente la vita o l'adolescenza. nessuna differenza nemmeno tra i giochi che praticano, gli slang che usano, gli obbiettivi che inseguono. nessuna vita segreta nella piccola cittadina o quasi: il quasi, la piccola anomalia nel sistema, produrrà una strage.
basato sui tragici fatti della columbine dove due ragazzi armati di tutto punto entrarono nella scuola e fecero fuoco indistintamente su amici, colleghi, conoscenti e professori, elephant non vuole analizzare la situazione o gli eventi: li presenta altresì nella loro semplice e fredda realtà.
gus van sant costruisce il film su lunghi piani sequenza che ci fanno conoscere poco a poco sia gli interni e gli esterni della scuola sia alcuni degli studenti che la popolano; prima di essere in grado di capirlo ci troviamo seduti nel campus ad osservare una partita improvvisata di football americano per poi essere sbalzati in un laboratorio di fotografia, imparando a conoscere i protagonisti attraverso le loro azioni, le loro sicurezze e insicurezze nell'ambiente che sono abituati a frequentare.
l'estrema grazia con cui van sant dirige elephant è l'unico commento alle vicende che il film racconta: troppo difficile comprendere (se mai sia possibile una comprensione) una tragedia che nasce dai piccoli gesti quotidiani, dalla comune indifferenza verso i problemi altrui.
possiamo solo assistere, rapiti da un'estetica iper realista.
camminiamo con i personaggi di elephant tra i corridoi scolastici,nella mensa o nella biblioteca. ognuno profondamente immerso nel suo piccolo universo, senza nemmeno considerare la possibilità che il mondo interiore della persona che gli passa accanto stia definitivamente per esplodere.

gus van sant è stato premiato per la miglior regia e per il miglior film al festival di cannes 2003.

Bowman