| |
visioni:recensioni A-Z / SHORTCUTS / DIRECTORS / YEARS
LE CONSEGUENZE DELL'AMORE
(Ita 2004)
di P. Sorrentino con T. Servillo
Rimaniamo in silenzio per buona parte del film.
Nessuno parla in sala (o almeno nessuno dovrebbe parlare
),
tutti assorti nelle camminate didascaliche di Titta Di Girolamo
(Toni Servillo), dalla hall alla sua camera, sigaretta perennemente
accesa: lo spettatore nell'attesa che accada qualcosa, il protagonista
nella speranza che non accada nulla.
I pochi elementi narrativi tumultuosi della prima parte del film
sono accompagnati da esplosioni sonore che ci risvegliano da un'apparente
intorpidimento: un uso ritmico dell'elettronica, che contribuisce
non poco ad aumentare il livello di tensione emotiva.
La contrapposizione tra azione e stasi: è questo che ossessiona
Titta, un uomo che apparentemente tiene tutto sotto controllo, in
realtà pronto a sgretolarsi da anni. Aspetta solo una buona
occasione, quella ad esempio che redarguisce con solenne anticipo
nei suoi progetti per il futuro: non sottovalutare le conseguenze
dell'amore.
Qualcosa si muove in lui, napoletano, ex colletto bianco, sposato
con tre figli, broker ed investitore anche per la malavita, che
dopo un errore di valutazione si trova confinato in un hotel svizzero
a recapitare milioni di dollari sporchi in una banca del luogo,
senza possibilità di scelta.
Compie sistematicamente gli stessi gesti, esaltati dalla riproposizione
delle medesime inquadrature, in un tentativo estremo di annullamento
del sé, riuscendo ad essere metodico anche nell'assunzione
di eroina: da otto anni solo il mercoledì mattina, alle 10
in punto.
Entriamo in un piccolo incubo strisciante, un labirinto di frasi
non dette e sguardi che si perdono proprio mentre il destinatario
della nostra attenzione non può vedere.
Sorrentino costruisce per circa un'ora un film che non vorrebbe
andare da nessuna parte, che se potesse si rifiuterebbe di avere
una conclusione, perfettamente a suo agio nel rigido lusso svizzero
e nei rapporti solo accennati (spesso appositamente ignorati) di
Titta con Sofia (Olivia Magnani, la cameriera di cui s'innamora
dopo due anni di muta osservazione), Carlo e Isabella (Raffaele
Pisu e Angela Goodwin, proprietari decaduti dell'hotel) e il fratello
surfista pronto a partire per le Maldive (Adriano Giannini).
Le conseguenze dell'amore nascono da una riflessione interiore,
solitaria e senza fantasia, ma con estrema capacità d'osservazione.
La rivalutazione di un sentimento che può nascere in un deserto
emotivo e scatenare una tempesta di eventi senza soluzione di continuità,
irrefrenabili, in un domino di colpi di scena sapientemente illustrati
per mezzo di un'ellisse temporale, che svela tutto quello che non
potevamo immaginare.
Bowman
|
|