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LA CITTA' INCANTATA
(Jap 2002)
di H. Miyazaki


Sembra impossibile dipingere con sufficiente delicatezza la disgregazione dei valori che stanno contribuendo a sbriciolare i rapporti umani nel contemporaneo: questa impossibilità è data soprattutto dalla cancellazione della nostra memoria storica, dall'incapacità di leggere il passato e interpretarlo.
La ricerca della dolcezza e in ultima analisi dell'amore sembra dimenticarsi dei millenni di storia che ha alle spalle, non pare in grado di connettersi con l'universo che vive attorno a noi, contribuendo alla creazione di un'ottica sempre più utilitaristica della vita.
La città incantata riesce a mostrare l'unione tra il passato e il presente, attraverso un'attenta analisi simbolica e interpretativa che inizia dalla tradizione giapponese sino a contaminarsi con l'arte contemporanea e le influenze prettamente occidentali del nostro secolo.
Un'ottica animista che critica duramente il consumismo e il mito del denaro, la teoria che tutti hanno un prezzo: Myiazaki realizza un film animato universale, dove la poesia guida e interpreta la realtà.
Un'opera di questo respiro trascende i confini dell'animazione (come dimostra l'Orso d'Oro a Berlino 2002) per arrivare alla sensibilità di ognuno, ponendo interrogativi velati da un'aura fantastica e su piani molto più alti e spirituali di quelli a cui siamo abituati ad interrogarci ogni giorno.
Oggettivamente l'utilizzo di elementi cardine nella narrazione (il film può essere visto come un effettivo viaggio iniziatico con conseguente presa di coscienza) ne facilita la visione come d'altronde l'inserimento di elementi d'alleggerimento molto divertenti nella tradizione dei cartoni animati giapponesi: La città incantata stupisce anche e semplicemente dal punto di vista spettacolare e visivo, ma c'è molto di più sotto l'affascinante superficie.
Uno studio profondo che fa incontrare la cultura orientale e quella occidentale, ponendo l'accento su compatibilità e incompatibilità e comprendendo realtà quotidiana e ecologia, paura e gentilezza, amore e morte: Miyazaki parla della vita con riflessi spirituali e metafisici, una meditata e commovente introspezione resa attraverso i simboli che compongono il nostro personale universo.

Bowman