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IL CASANOVA DI FEDERICO FELLINI
(Ita 1977)
di F. Fellini con D. Sutherland
Il Casanova di Federico Fellini si annida in una zona
grigia, non definita, tra l'opera letteraria e il genio autobiografico
del regista, dove le componenti ad entrare in gioco sono molteplici
e difficilmente comprensibili nella loro totalità.
Fellini per sua evidente volontà non compone più film
che seguano un sentiero narrativo preciso, quanto piuttosto concentra
la sua immaginazione nella realizzazione di segmenti e scene che
collegati fra loro possano fornire il miglior ritratto possibile
del protagonista.
Casanova appunto, interpretato da un Donald Sutherland
incredibilmente credibile, e i suoi rapporti continui con la Donna
e il Sogno: un'immaginario erotico che non esita a lambire i freaks,
gli scherzi della natura, obbligatoriamente inseriti nella galleria
di amori collezionati dalla leggendaria figura dell'amante perfetto.
Fellini gioca con Casanova e lo mette a nudo, spogliandolo metaforicamente
della sua arte, attenuando la tristezza intima ed estrema della
sua figura con pochi, ma profondi attimi di dolcezza.
Un alter ego felliniano, un'altra incarnazione di Marcello e Guido,
seduttori prima che uomini, perennemente affascinati dalle grazie
di ogni donna (tematica successivamente ripresa ne La
città delle donne, dove ancora Mastroianni interpreterà
i desideri del "suo" regista).
Il colore e l'opulenza della scenografia, trionfo del barocco veneziano,
colma di invenzioni al limite tra l'erotismo e il cattivo gusto,
sembrano voler far dialogare il film con il consueto tocco cinico
e grottesco di Stanley Kubrick: nel contegno in costume di Barry
Lyndon, ma anche nella decadenza compiaciuta di Arancia
Meccanica.
Il Casanova di Federico Fellini è un'opera al limite, falcidiata
dalla censura, in cui il senso di perdita e di vuoto sono i compagni
di viaggio del protagonista molto più delle donne (e delle
figure di donne) che continua senza tregua a conquistare.
L'angoscia della figura del Casanova sembra svanire solo durante
l'atto sessuale, quando la sua immagine trasmuta in un uccello meccanico,
degno simbolo di un oggetto di piacere rimasto senz'anima.
Bowman
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