| |
visioni:recensioni A-Z / SHORTCUTS / DIRECTORS / YEARS
BROKEN FLOWERS
(USA 2005)
di J. Jarmusch con B. Murray
Don Johnston è stato lasciato da qualche minuto. Sherry,
la sua ultima conquista di una vita da Don Giovanni se ne è
andata sbattendo la porta.
A lui sono mancate le parole, più
che altro ha colto il senso d'inutilità di un'azione insensata,
a cui non credeva di non potersi sottrarre.
Il secondo sconvolgimento di giornata avviene per via di una lettera
anonima che lo informa di avere un figlio diciannovenne in circolazione
per gli Stati Uniti, alla ricerca del padre.
Il suo vicino di casa, l'afroamericano
e potenzialmente rastafari Winston, felice padre di cinque figli
con tre lavori, decide di aiutarlo nella ricerca, anche se Don sembra
non volerne sapere
La sua passività si manifesta così d'incontro in incontro
con ognuna delle sue vecchie fiamme, madri "possibili"
di un passato dimenticato e decifrabili solo attraverso pochi ed
incomprensibili indizi (carta rosa, scritta esterna a mano in rosso,
lettera battuta da una macchina da scrivere).
Una volta hippies ed oggi responsabili della gestione interne di
armadi per vip, venditrici di prefabbricati di prestigio, comunicatrici
per animali oppure incontrastate dominatrici di gang motociclistiche.
Don sempre più smarrito ed alienato desidera solo tornare
all'amato divano, su cui annullare ogni pensiero in attesa di un
nuovo giorno su cui annullare ogni altro pensiero
Rientrato a casa ed ormai assuefatto all'idea di avere un figlio
ed istigato dalle affermazioni retoriche di Winston sull'importanza
della famiglia, tenta un approccio con un giovane capitato per caso
nella sua città, basandosi solo sulla somiglianza della felpa
indossata dal ragazzo con la sua.
Convinto di esserne il genitore prova ad occuparsi di lui per qualche
minuto, ma quando gli rivela la sua supposta identità ("Sono
tuo padre
") il ragazzo fugge via
Dopo poco passa una macchina da cui lo guarda attonito un altro
teenager (molto più brutto
), con la medesima felpa
Don rimane immobile.
Jarmush si serve del proverbiale stato
catatonico di Bill Murray per travestire una commedia nichilista
in un giallo senza soluzione, tentando un'ambizioso incontro di
generi mediati dal suo personalissimo tempo cinematografico.
La studiata ed abituale lentezza della regia pare prendere in contropiede
le necessità tutta contemporanea di una comicità basata
sulla velocità della battuta più che sulla comprensione
della stessa, lasciando così apparire il silenzio (o la musica
etiope
) come un'isola di riflessione anch'essa in aperto scontro
con la recitazione ridotta al minimo di Murray, annoiato fulcro
di un'azione a cui non si può sottrarre.
Intorno a lui spiccano Sharon Stone e Jessica Lange, Julie Delpy
e Chloè Sevigny, Tilda Swinton e Frances Conroy donne presenti,
passate e future, reali o ipotetiche che riempiono i vuoti ed i
sogni di un uomo divenuto ricco con i computer, ma deciso a vivere
senza monitor e tastiera
Solo con un televisore ed un lettore dvd per farsi raccontare la
storia di Don Giovanni, da ascoltare senza volontà di critica,
immobile sul divano di casa mentre i fiori recisi appassiscono e
quelli regalati non producono risultato alcuno...
Bowman
|
|