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LA BELLEZZA DEL DIAVOLO
(Fra Ita 1949)
di Renè Clair
la bellezza del diavolo ripercorre una delle derivazioni
del rapporto tra il dottor faust e l'emissario del diavolo, mefistofele,
in una commedia riscritta appositamente da armand salacrou per renè
clair.
come noto faust dopo una vita spesa nello studio e nella ricerca,
ormai vecchio e apparentemente piuttosto infelice viene avvicinato
da mefistofele che gli offre la possibilità di ritornare
giovane in cambio della cessione della sua anima, una volta raggiunta
la morte: renè clair inscena il film in una corte ottocentesca,
ponendo spesso un accento frivolo sulle drammatiche vicende che
vi si svolgono.
degno di nota lo scambio d'identità tra il giovane diavolo
corruttore e faust: quest'ultimo s'incarna nel corpo del ragazzo
in cui albergava il diavolo che l'ha corrotto mentre mefistofele
s'impossessa e "rianima" il corpo del dottore.
faust viene accecato dal successo e dalla fama, oltre che dalla
felicità di essere tornato giovane ed avere ancora tutta
la vita d'innanzi: proprio l'irrefrenabile curiosità per
la sua nuova realtà permette di realizzare una delle scene
migliori del film.
faust davanti ad uno specchio chiede a mefistofele di mostrargli
prima il proprio immediato futuro, poi preso dalla voracità
diventa irrefrenabile e vuole conoscere anche cosa accadrà
nel resto della sua esistenza.
gli si spalanca davanti una vita splendida, ma di facciata, colma
di nefandezze e crimini commessi per poterla ottenere e mantenere:
operando attraverso il diavolo che l'ha reso schiavo per l'eternità,
faust diverrà l'uomo più potente ma al contempo più
solo e inumano della nazione. molto interessante come renè
clair mostri gli avvenimenti con netto taglio cinematografico anche
nella narrazione/affabulazione di mefistofele, rendendo così
conclamato l'artificio della pellicola.
inoltre non potendo disporre di effetti speciali il regista gioca
continuamente con le possibilità spaziali della macchina
da presa e con il fuoricampo, associando così il senso di
soprannaturale a ciò che viene escluso dall'inquadratura
o al modo in cui mefistofele e faust entrano ed escono di campo.
altri elementi fondamentali che concorrono a definire l'alone diabolico
di mefistofele sono le ombre, le luci e il fumo, utilizzati per
rendere fluidi i cambi d'ambientazione orchestrati dal diavolo.
faust inventa grazie all'aiuto del maligno un metodo per convertire
la sabbia in oro e crea sottomarini, aerei, vaccini (e virus) che
secondo la sua ingenua logica dovrebbero aiutare il progresso dell'uomo:
mentre si vanta convinto di tutto questo, mefistofele sogghigna.
lo scienziato una volta intuito il potenziale distruttivo delle
sue invenzioni chiede di annullare tutto: il diavolo lo accontenta
perchè in questo modo il suo disegno troverà finalmente
compimento.
il popolo vedendo l'oro ritornare sabbia si rivolta e per un attimo
la sovversione dell'ordine sociale sembra cosa fatta: in questo
momento il film arriva al suo climax, prima di concludersi con un
quieto lieto fine.
alla luce di questo traspare come renè clair ne la bellezza
del diavolo combini brillantemente commedia e dramma, non rinunciando
nel divertimento generale della pellicola a far trasparire una lezione
morale molto definita ed altamente etica (retorica?).
Bowman
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