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L'ARCA RUSSA
(Rus 2003)
di A. Sokurov


La Russia prima di diventare l'Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche: una corte illuminata di stanza a Pietroburgo nel sontuoso palazzo dell'Hermitage, punto di contatto tra la nascente Europa delle repubbliche nazionali e le antiche monarchie, con il popolo costretto a sbirciare un lusso che non potrà mai raggiungere.
L'Arca russa è una riflessione su un universo che non esiste più, se non nelle sale oggi adibite a museo del palazzo dello Zar e sui suoi lasciti ad una civiltà ed una cultura quasi cancellata da ottant'anni di dittatura comunista, che nei primi anni dopo la rivoluzione d'Ottobre sembrava dovesse aprire le porte di un nuovo mondo e soprattutto di una nuova società, eccitata dalla caduta dei valori nobiliari che l'avevano dominata.
Sokurov realizza un complesso capolavoro formale, un'opera che amplifica lo splendore dell'Hermitage grazie alla decisione di filmarlo in un unico piano sequenza di un'ora e mezza, contrapposizione netta alla forma cinematografica ideologizzata e pontificata da Sergej Ejzenstein per propagandare la potenza del messaggio comunista sovietico.
Il montaggio nell'Arca russa è praticamente assente, lo spettatore può rilassarsi visivamente e seguire i fludi movimenti della macchina da presa tra i corridoi e le sale, magnifiche e inesplorate, tramite la soggettiva del regista catapultato come in un sogno le differenti epoche e realtà che l'Hermitage ha contenuto nella sua storia.
Sokurov, come detto, non si ferma alla superficie, ma scava in profondità, intenzionato a rivelare le differenti anime del suo popolo semplicemente osservandolo, arrivando addirittura ad inventare la straordinaria figura di un diplomatico straniero fuori dal tempo, suo compagno inaspettato nel viaggio tra la bellezza e lo spiritualità dell'umanità e delle opere d'arte disseminate nel gioiello di Pietroburgo.
L'Arca Russa è un film che richiederebbe ripetute visioni accompagnate dalla notificazione dei riferimenti sociologici utilizzati dal regista (molteplici e densi di significati nella loro apparente semplicità), oltre che per l'eccezionalità della sua forma, sospesa nel tempo e circondata delle acque di un passato dimenticato.

Bowman