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visioni:recensioni A-Z / SHORTCUTS / DIRECTORS / YEARS
ANYTHING ELSE
(USA 2003)
di W. Allen con J. Biggs C. Ricci W. Allen
ogni film diretto da woody allen negli ultimi anni consiste in un
graduale omaggio al cinema che ha interpretato e che ha amato, con
la consueguenza per lo spettattore a tratti piacevole a tratti limitante
di aver a che fare con un vecchio amico di cui si conoscono tic
e battute e di cui non si riesce a fare a meno.
nell'ultima prova presentata a cannes lo scorso anno allen si era
lasciato andare ad una critica corrosiva del cinema holywoodiano
e dei suoi status symbol: una commedia al solito divertente, ma
con un protagonista (lo stesso allen) e una serie di spalle che
ricalcavano gli stilemi delle sue abituali narrazioni. con questo
nulla intaccava la piacevolezza del film, ma nemmeno poteva smuoverlo
dai binari su cui forzatamente si trovava a correre.
anything else è stato presentato al festival di venezia 2003,
secondo i critici in un tentativo piuttosto forzato di lanciare
con maggiore forza i film di allen in europa, dove ha da sempre
riscosso maggiore successo di pubblico.
ci troviamo di fronte ancora una volta ad una commedia sull'amore
ambientata a new york, con il protagonista scrittore in psicanalisi
e una fidanzata splendida e terribile allo stesso tempo. la sorpresa
è che questo personaggio per quanto sia ricalcato sulla tipica
iconografia dei ruoli nevrotici di allen non è lo stesso
allen, ma jason biggs.
woody tiene per sé un altro ruolo: uno scrittore sessantenne
senza il coraggio di abbandonare la scuola e tuffarsi nel mondo
dello spettacolo che così tanto lo attrae. i due s'incontrano
ad un colloquio di lavoro e diventano inseparabili: biggs è
il giovane alter ego di allen, che fa di tutto per portarlo sulla
sua cosiddetta retta via.
proprio i dialoghi tra i due (ed ovviamente le battute di allen)
costituiscono le parti più divertenti di anything else: slegato
da un ruolo definito e libero di dare spazio alle sue nevrosi (qui
davvero portate all'eccesso paranoico) woody allen costruisce uno
dei suoi personaggi più riusciti degli ultimi anni.
la commedia che vede al centro del racconto i problemi sentimentali
e lavorativi di biggs trova un'eccitante contrappunto nell'interpretazione
di cristina ricci, in splendida forma nei panni della fidanzata
attrice pateticamente ipocrita: lei è in qualche modo il
motore del film, la causa principale delle nevrosi del suo ragazzo.
tra psicanalisti incapaci e agenti di serie c allen cerca di guidare
il suo pupillo e sebbene le sue nevrosi siano davvero estreme e
senza speranza è proprio la sua voce a risultare la pù
affidabile, una sorta di coscienza esterna del protagonista.
lo stile con cui è condotto anything else fa pensare al miglior
allen romantico e disilluso, quello di manhattan per intenderci:
sicuramente per quanto bravi gli attori impiegati non valgono la
coppia che woody componeva con diane keaton, ma biggs e la ricci
crescono di battuta in battuta entrando in intimità con lo
spettatore, anche grazie alle continue interpellazioni verso il
pubblico.
anything else può tranquillamente candidarsi ad essere la
miglior opera di allen dai tempi di harry a pezzi: ritornato al
racconto romantico senza influenze esterne di genere o scopi critici,
il regista libera le sue battute più graffianti nel ruolo
di uno psicotico uomo contemporaneo ossessionato dai kit di sopravvivenza
e dall'antisemitismo, in grado di dire le proprie verità
solo attraverso irresistibili e improbabili iperboli.
Bowman
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