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visioni:recensioni A-Z / SHORTCUTS / DIRECTORS / YEARS
M.A.S.H.
(USA 1970)
di R. Altman con D. Sutherland E. Gould
Il film inizia con una ripresa area, cielo
plumbeo e vegetazione lussuriosa: un elicottero sta portando dei
feriti legati ad una barella ad un campo base per farli medicare.
Tutta l'azione è accompagnata da un languido pezzo per voce
e chitarra che si rivela essere un inno al suicidio o meglio al
fatto che il suicidio sia semplicemente una scelta meno dolorosa
della vita: Suicide is painless, perché non lo scegli anche
tu?
E poi fu la Corea. Nel secondo dopoguerra gli Stati Uniti decisero
di attaccare il paese coreano in una guerra dimenticata dai più.
Altman sceglie una via di critica manzoniana, proponendo il passato
per raccontarci il presente senza la paura di dover incorrere in
tirate antipatriotiche, con il conseguente rischio di essere dipinto
come nemico del popolo (o forse peggio).
L'antimilitarismo che ha fatto nascere la rivoluzione hippy attecchisce
facilmente nella feroce satira del regista americano, in un tempo
in cui le serie televisive erano ancora tratte dai successi cinematografici
(come avvenne con M.A.S.H. che trionfò poi per anni sugli
schermi tv) e non viceversa.
Altman ha consultato tutti gli stereotipi possibili ed immaginabili
dei film militari che costituivano una grande forza di propaganda
soprattutto durante i conflitti mondiali, li ha smontati completamente
facendoli cadere nel grottesco e poi li ha rimessi a quello che
era il loro posto: M.A.S.H. non è altro che un film di propaganda,
ma di propaganda antimilitarista.
Non si tratta di sovvertire l'ordine, ma semplicemente di utilizzarlo
per i propri fini: i nostri medici lavorano duramente in sala operatoria,
ma finisce qui. Il loro impegno è indirizzato alle donne,
al gioco, all'alcool, all'abbronzatura, al golf e non ultimo al
football americano: trovano il tempo di fare ognuna di queste cose
e di assogettare nel frattempo chiunque gli stia attorno alla loro
volontà.
In M.A.S.H. vediamo come tre uomini con le idee chiare possano farsi
strada nell'esercito, senza timore alcuno di essere puniti o cacciati:
come la loro forza sia convertire chi hanno attorno al vizio perché
"
siamo in guerra, che diamine!!!".
Il film poggia sulle spalle e sulla verve satirica di Donald Sutherland
(Falco) e Eliott Gould (Razzo), veri e propri mattatori della pellicola
che, nella migliore tradizione della cinematografia bellica, non
segue un unico racconto predefinito quanto piuttosto una serie di
episodi collegati surrealmente tra loro.
Il nemico è rappresentato dai ruoli dai toni fortemente moralisti
del dottore impersonato da Robert Duvall e della capo infermiera
interpretata da Cybill Sheperd, simboli molto definiti dell'America
cattolica e militarista: il trattamento prevede una certe non curanza
verso i loro modi prima che intervenga la conversione alla causa
di Falco e Razzo, accettata con qualche iniziale fatica dalla crocerossina
ribatezzata poi, per le sue inaspettate avventure sessuali, Bollore.
Ma sono gli elementi di contorno a dare la giusta profondità
critica all'opera di Robert Altman: dai cartelli direzionali per
muoversi all'interno del campo (comprendenti la distanza per giungere
a Mosca
) alla voce proveniente dall'altoparlante, incapace
di leggere qualsivoglia messaggio, che annuncia continuamente film
bellici eroici per la proiezione serale.
E poi la musica offerta dalla radio giapponese, la cerimonia funebre
del dentista più fornito dell'esercito con straordinario
riferimento compositivo all'Ultima Cena di Leonardo, la gara di
golf in Giappone a seguito di un'operazione al figlio di un diplomatico
americano: su tutto l'assoluto disprezzo per la gerarchia e per
la vita militare come viene raccontata.
Le truppe coreane non esistono, l'unico asiatico presente nel campus
viene educato alla preparazione di ottimi Martini (ottimi sempre
per essere in guerra): la vita dei soldati continua a interrompersi,
ma noi li vediamo solo quando sono sotto i ferri coperti da lenzuoli
grondanti sangue. Non vedendo però il feroce nemico non possiamo
renderci conto della sua crudeltà: l'operazione americana
come raccontava la canzone sui titoli di testa, appare sempre più
come un suicidio nemmeno molto volontario.
Quando Falco e Razzo vengono infine richiamati per tornare negli
Stati Uniti, la voce dall'altoparlante annuncia (finalmente con
chiarezza) che il film che sarà proiettato nel campo base
per rinfrancare le truppe quella sera sarà M.A.S.H.
medici che dimostreranno il loro eroismo durante innumerevoli avventure
con protagonisti (letti a velocità marziale) Occhio di falco,
Razzo, Duke, Bollore, Brioche
Altman esplicita intelligentemente
il suo gioco, inserendo il suo film in una categoria precisa, rimettendolo
come detto a quello che dovrebbe essere il suo posto.
Con una postilla: fottuta naja.
Bowman
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