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visioni: recensioni A-Z / SHORTCUTS / DIRECTORS / YEARS
THE WILD ANGELS
(USA 1966)
di R. Corman con P. Fonda N. Sinatra
Corman captò a metà anni sessanta la crescente ondata di allarmismo nei confronti di bande di motociclisti lontane parenti dei romantici cercatori di zuffe de Il Selvaggio. Gruppi di energumeni con quoziente intellettivo vicino allo zero, bardati di svastiche e richiami nazi, ecco gli Hell’s Angels… Vista la performance registrata ad Altamont con gli Stones sul palco nel 1969 (un morto e numerosi feriti, alcuni anche tra i musicisti...) non risulta difficile credere che la versione cinematografica sia un semplice passatempo rispetto alla realtà. Interpretato da un Peter Fonda in attesa di una redenzione che si chiamerà Easy Rider, The Wild Angels vivacchia tra risse e scorribande, seguendo una sceneggiatura ridotta ad un canovaccio comprensiva di un unico culmine: un’orgia/baccanale ambientata in una chiesa di provincia in occasione del funerale di uno dei membri della gang, con tanto di confuso botta e risposta tra il predicatore e Fonda (“Don’t call us God’s children, we are the hell’s angels !!!”).
Per il resto Corman si limita all’ordinaria amministrazione rispolverando cimeli della seconda guerra mondiale e riducendo Nancy Sinatra ad un’inutile stereotipo mentre gli Angels si riempiono di pillole, erba, stimolanti e birra consumando e distruggendo ogni cosa gli passi vicino.
Pellicola sintomatica di un vuoto incolmabile generato per riempire temporaneamente un altro baratro (quello culturale dei drive in americani), The Wild Angels trasforma la necessità di divertimento e di libertà dei suoi protagonisti in brutale violenza, stupidità, gioco al massacro.
Bowman |
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