visioni: recensioni A-Z / SHORTCUTS / DIRECTORS / YEARS

IL SUO NOME E' TSOTSI

(UK SA 2005)
di G. Hood

Il successo de Il suo nome è Tsotsi è frutto soprattutto delle scelte del suo autore: la trasposizione in chiave contemporanea del romanzo di formazione di Athol Fugare fornisce al film una sceneggiatura ad orologeria, calibrata tra detonazioni di violenza e intimismo, sulla quale si possono muovere silenziosi e inquieti i giovani protagonisti della pellicola.
Presley Chweneyagae – Tsotsi è un ragazzetto nero dallo sguardo duro, vestito come un coetaneo nordamericano cresciuto nel ghetto. Non si tratta di New York questa volta, ma di Soweto. Le antitesi di rito in ogni caso vengono ribadite anche nella città sudafricana: tra slums e grattacieli, povertà e ricchezza, amore e morte. Hood non razionalizza solo gli stereotipi, ma anche le strette al cuore: ne risulta un racconto d’ascesa e redenzione, d’abbandono alla vita dopo anni di resistenza (armata).
Tsotsi s’arrende non al destino, ma ad un passato che già l'aveva disarmato.

Bowman