|
visioni: recensioni A-Z / SHORTCUTS / DIRECTORS / YEARS
SHAFT
(USA 1971)
di G. Parks con R. Roundtree
Il detective Shaft (Richard Roundtree) s’aggira per New York stando bene attento a non rimetterci la pelle, tra sbirri razzisti e gangster di colore: assunto per ritrovare la figlia di un boss si trova catapultato in una guerra di mafia che potrebbe sconvolgere la città. Nulla di tutto ciò accadrà perché Shaft è semplicemente troppo bravo a rischiare la vita per i fratelli, a stare fuori dai guai rimorchiando quante più donne possa soddisfare e a illudere la polizia con poche, ma ben assestate parole (Isaac Hayes ne rende il ritratto sin dalle prime battute d’un eccellente colonna sonora, premiata con l’Oscar nel 1972, “You see this cat Shaft is a bad motherfucker… such a motherfucker … Shaft!”). Gordon Parks dirige con semplicità e orgoglio nero, regalando anche qualche inquadratura da ricordare soprattutto nelle rapide e ben strutturate sequenze d’azione. Successivo al primo trionfo blaxploitation di Melvin Van Peebles Sweet Sweetback Baadassss Song, Shaft ne è una versione ripulita ed in grado di ribaltare gli stereotipi sui ghetti neri approfittando delle regole del poliziesco e piegandole ai propri scopi. Incassò 12 milioni di dollari al box office e divenne un simbolo amplificato negli anni successivi da un paio di sequel sempre con Roundtree come protagonista e da una serie tv di grande successo.
Bowman |
|