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QUATTRO GIORNI A SETTEMBRE
(Bra 1997)
di B. Barreto

In primo piano il rapporto tra i giovani terroristi del MR8, in lotta contro la dittatura militare brasiliana a partire dal 1969.
Le loro azioni di guerriglia (esproprio proletario in banca compreso), il rapimento a scopo mediatico dell'ambasciatore americano, il successo nell'operazione, l'arresto e la seguente liberazione dopo mesi di torture.
Barreto alle prese con un tema complesso a cui non riesce a dare profondità, ma solo semplice solidarietà: la sua è soprattutto una narrazione consapevole dei fatti, non sorretta da altrettante intuizioni registiche, colpevole di una riproposizione puramente "didattica" delle idee che hanno animato la resistenza sudamericana.
E' nell'amore e nel rispetto che nasce tra i terroristi e nella loro credibilità nei confronti dello spettatore quello sui punta maggiormente il regista brasiliano, addolcendo i contenuti con momenti (in)degni di una fiction, tralasciando la politica per il consueto travaglio interiore del protagonista (scrittore, poco legato all'azione, ideologo in potenza, pronto a divenire un assassino?). Inutile poi, la figura superficialmente politically correct del poliziotto torturatore abbandonato dalla moglie venuta a conoscenza del reale impiego "statale" del marito: la sua adesione ai principi del governo è talmente logica da apparire costruita ad hoc per la necessità di mostrare un contraltare alla rabbia rivoluzionaria del movimento di liberazione.

Bowman