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visioni: recensioni A-Z / SHORTCUTS / DIRECTORS / YEARS
PARTNER
(Ita 1968)
di B. Bertolucci con P. Clementi S. Sandrelli S. Tofano
Bertolucci a distanza di anni parla di sé nel ’68 come un uomo distaccato dagli avvenimenti che scuotevano l’Europa perché già si era scontrato con idealismi e volontà di cambiamento nella realizzazione della sua opera precedente, Prima della rivoluzione (1964). Per questo Partner - trasposizione del romanzo giovanile di Dostoevskij Il Sosia - è un film che lascia leggere il contrasto tutto borghese che il possibile nascere di un sentimento rivoluzionario genera nel suo protagonista (Giacobbe / Pierre Clementi, professore universitario e il suo doppio, Giacobbe, ancora Pierre Clementi, anarchico) abbandonandosi sino all’ipertrofia e all’arroganza delle scene finali. Eccitato superficialmente da Artaud e Godard, Bertolucci realizza una pellicola comunque in grado di affascinare per composizione scenica (in particolare negli interni) e maestria tecnica, giocando spesso e volentieri con la presenza contemporanea e antitetica del proprio interprete, obbligato ad un continuo confronto con sé stesso. Le tematiche che attraverseranno il cinema di Bertolucci negli anni ’70 sono sì delineate, ma incapaci di una visione profonda e personale in grado di unificare suggestioni diversissime (pubblicità, violenza, sessualità, proclami rivoluzionari e invenzioni grottesche oltre al testo originale da cui in ogni caso si staglia la figura di Petruschka – Sergio Tofano). Partner è un’occasione mancata per eccesso e adesione cieca alla modernità: come già scrisse Tullio Kezich all’uscita del film nella sale più di quarant’anni fa siamo al cospetto di un’opera più dispettosa che realmente provocatoria, troppo teorica e abbozzata per raggiungere davvero chi guarda e non annoiare i pochi a cui pretendeva di rivolgersi direttamente.
Bowman
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