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MORE

(Fra Ger 1969)
di B. Schroeder con M. Farmer K. Grunberg

Barbet Schroeder passò dall'abituale assistenza alla regia nei film di Rohmer alla direzione nel 1969
scegliendo un racconto/parabola sulla generazione hippy e (soprattutto) cercando di non dimenticare gli insegnamenti morali del suo maestro.
More non cerca la profondità di Rohmer, si lascia piuttosto guardare sinuosamente seguendo un copione consolidatosi come prassi nel corso degli anni: incontro, notte di fuoco, fuga, gelosia, morte.
I giovani protagonisti (Mimsi Farmer e Klaus Grunberg) dopo l'idillio iniziale si comportano come dolci cuccioli di serpente, pronti ad attaccarsi voracemente per una dose: la dipendenza da eroina schiaccia l'amore quanto il sesso rendendo il tutto un puro accessorio.
Poca contano la splendida Ibiza e i ricordi di qualche mese prima, la fuga da Parigi e la sperimentazione lisergica... momenti in cui la regia di Schroeder riesce a rendere con leggerezza l'atmosfera di quegli anni, vestendola di contraddizioni e inconscienze.
La colonna sonora fu realizzata dai Pink Floyd da poco orfani di Syd Barrett: More parve l'occasione ideale per far ambientare Gilmour e il suo stile chitarristico più morbido e folk, perfetto per commentare in modo sognante, anche se tendente all'incubo il cupo monito generazionale di Barbet Schroeder.

Bowman