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visioni: recensioni A-Z / SHORTCUTS / DIRECTORS / YEARS
RADIOHEAD: MEETING PEOPLE IS EASY
(UK 1998)
di G. Gee
Girato da Grant Gee poco dopo il successo mondiale di pubblico e critica di OK Computer, Meeting People is Easy s’allontana dalla forma documentario per divenire un viaggio in un universo parallelo, ovattato e distante, chiamato Radiohead. Gee restituisce l’enfasi della stampa e il conseguente spaesamento della band dopo la pioggia di critiche positive e spettacoli sold out datati 1997 utilizzando immagini sfocate, brani d’intervista, sequele di domande, sequenze live fuori sincrono rispetto all’audio, frammenti di video e spunti visivi allucinati. Un’ora e trenta nelle vicinanze di OK Computer tra echi e parole catturate all’improvviso alla ricerca della complessità e della profondità che affiora ad ogni nota del primo capolavoro della band. Straniante ed intimamente psichedelico Meeting People is Easy si impone come documento visivo così stratificato da necessitare un ipertesto anche se il più delle volte le immagini vengono annullate e ridotte ai minimi termini dal suono dei Radiohead e dalla liriche di Thom Yorke, spesso più efficaci di ogni possibile sforzo registico.
Gee in ogni caso fa la cosa giusta non cercando spiegazioni, ma ipotizzando una forma video che amplifichi il messaggio di OK Computer e i suoi effetti sui componenti della band (apparentemente vicini ad un collasso nervoso) senza il bisogno di una singola banale concatenazione tra domanda e risposta. Vedere Thom appuntare "I am not here and this is not happening" tre anni prima di How to disappear completely d’altronde vale più di qualsiasi ulteriore dichiarazione.
Bowman
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