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LA JETEE'
(Fra 1962)
di C. Marker

Marker inventa un film fantascientifico sovrapponendo una serie d'immagini fisse a comporre un irreale sogno proveniente dal futuro, il bisogno di un popolo di risalire il tempo per annullare il proprio annientamento.
Gli spiragli tecnologici (la maschera, il bunker) funzionano a meraviglia e altrettanto fa la narrazione, tra raccordi temporali e introspezione.
Il montaggio incalzante e pensato di Havel è il perfetto contraltare alle istantanee di Marker.
Il dipanarsi circolare della pellicola si conclude all'ultima inquadratura, non è magia, ma realtà che prende forma attraverso il ricordo.
Il film negli anni è stato costante punto di partenza e d'ispirazione di un intero genere sino a divenire fondante nella costruzione narrativa dell'Esercito delle 12 scimmie di Terry Gilliam o nella realizzazione formale dell'eccellente video di Jump they say di David Bowie diretto da Mark Romanek. Le tracce sono così profonde che arrivano ai riveduti stream of consciousness di William Gibson e del suo Neuromante.
In ogni caso nessuno dei derivati coscienti vale l'opera di Marker, capace di sintetizzare un secolo che si fonderà sugli effetti speciali in ventisei minuti di inquadrature fisse, ipnotiche e senza tempo.

Bowman