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visioni: recensioni A-Z / SHORTCUTS / DIRECTORS / YEARS
IL GRANDE COLTELLO
(USA 1955)
di R. Aldrich con J. Palance
Aldrich costruisce i suoi film seguendo la forma del melodramma,
creando attese smisurate per ogni piccola scelta compiuta dai suoi
personaggi, outsiders in cerca di collocazione: qualsiasi attimo
li può riconsegnare alla vita, qualsiasi scelta errata condannarli
alla morte. Sulla scia dell'attore disperato alle prese con un patto
con un diavolo chiamato produttore in grado di distruggergli la
vita, interpretato magnificamente da Jack Palance ne Il grande coltello,
primo attacco alla mecca del cinema, si fondano costruzioni cinematografiche
ardite, una sofisticata ricerca dell'inquadratura (con una particolare
predisposizione al posizionamento della macchina da presa a terra)
snellita dall'uso di un montaggio asciutto e senza fronzoli, in
cui tendono a scomparire i riferimenti a Welles, grazie ad un utilizzo
preciso dei movimenti cinematografici che raramente sconfina nel
barocco.
Bowman
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