|
visioni: recensioni A-Z / SHORTCUTS / DIRECTORS / YEARS
FUGA DA HOLLYWOOD
(USA 1971)
di D. Hopper
Fuga da Hollywood, film perduto nei meandri dell'industria statunitense,
è sin troppo pretenzioso, slegato dalla sceneggiatura e dalla
realtà, tentato sin dalle prime inquadrature di assomigliare
ad una parabola: western sì, ma in una versione "pragmatica"
tra Warhol e Jodorowsky, in una pazzia molto più lucida di
quanto potrebbe apparire dalle scelte di montaggio.
Stupisce Hopper, soprattutto per la sua innocenza nel dare ogni
colpa al cinema (all'industria, alle emozioni in scatola
),
assumendo così una posizione impossibile da criticare, profetica
ed in fondo divertita, come il suo nome nella pellicola, Kansas.
Mentre il racconto non si regge in piedi, le immagini appaiono splendide
ed in grado di sostenere Fuga da Holywood anche quando perde l'ispirazione,
perdendosi in intrecci con troppo ovvi rimandi psicologici e simbolici
(introvabili miniere d'oro e desiderati simboli capitalisti).
Un insieme di pretesti montati per far completare la sceneggiatura
a chi guarda, con tanto di tagli eliminati al termine della proiezione
in una poetica scomposizione della finzione cinematografica: Hopper
si conferma un visionario, nel bene e nel male (soprattutto nel
bene, il male sono "gli altri"
).
Bowman
|
|