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visioni: recensioni A-Z / SHORTCUTS / DIRECTORS / YEARS
IL CORRIDOIO DELLA PAURA
(USA 1966)
di S. Fuller
Fuller inventa un thriller in un manicomio per mettere il coltello
nella piaga dei vizi di forma degli Stati Uniti: attraverso le parole
degli ospiti della casa di cura scopriamo l'educazione all'odio,
alla guerra, alla cupidigia.
Le indagini perdono di vigore di fronte alle confessioni, al montaggio
onirico e alla libera associazione d'idee riflessa della mente degli
interrogati.
I volti degli alienati, sempre in primo piano e il loro passato
che lentamente riaffiora: situazione limite ed altre quotidiane,
banali, che minano la loro sanità. Il pazzo non si accorge
mai di essere pazzo, sono gli altri a denunciarne la follia.
In questo caso il percorso è esattamente l'inverso.
Il corridoio della paura è un attacco diretto alle convenzioni
e al rischio d'impazzire una volta conosciuta la verità,
quando il proprio mondo (un castello di carte, nulla più)
crolla per un soffio, in una pellicola costretta a travestirsi ad
arte per poter raccontare la sua verità.
Bowman
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