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visioni: recensioni A-Z / SHORTCUTS / DIRECTORS / YEARS
CACCIATORE DI TAGLIE
(USA 1980)
di B. Kulik
La quasi trentennale carriera di Buzz Kulik, un onesto mestierante scampato per tutta la sua vita ai ciclici defenestramenti hollywoodiani, non avrebbe molti motivi d’interesse se non fosse che il destino gli affidò l’ultima pellicola di Steve McQueen, Cacciatore di Taglie (The Hunter).
Basato sul romanzo di Cristopher Keane ispirato alla vita di Ralph “Papà” Thorson, uno degli ultimi uomini a muoversi per gli States alla ricerca di chiunque avesse problemi con la legge e non potesse riscattarsi la cauzione, il film si snoda senza colpo ferire tra ambienti, città e delinquenti differenti, mai in relazione tra loro, senza far mancare momenti spettacolari e difficili da dimenticare come un inseguimento tra una trebbiatrice e una fuoriserie (ultimo modello… per il 1980) in un campo di mais.
Kullik dirige con mestiere approfittando d’ogni occasione per cimentarsi con le stranezze del genere: un western metropolitano costruito ovviamente sulla figura di McQueen, disincantato e autoironico cacciatore di taglie in problematica attesa di un figlio.
Un personaggio che vive nel passato e non accetta la modernità, autista incapace (quanto impegno c’avrà messo Steve per guidare così male, lui pilota provetto…) “troppo vecchio” per un cacciare chiunque, amici compresi. Eli Wallach fa una comparsata come boss di una compagnia assicurativa, il resto è una carrellata ossequiosa di vittime della sagacia e della costanza di Thorson, il migliore in un mestiere fuorilegge dai primi del ‘900.
L’ultima apparizione cinematografica di Steve McQueen si chiude con un suo sorriso rubato, mentre stringe (sorpreso) un neonato: dopo corse mozzafiato e battute sull’età, qualche segno di stanchezza e la solita invidiabile resistenza all’alcool finisce così la sua vita ad Hollywood. Un road movie divertito, l’interpretazione impagabile di un ennesimo outsider e quello sguardo duro e dolce insieme: la pellicola e McQueen, ancora una volta sono una cosa sola.
L'attore americano morirà il 7 novembre 1980 a Juarez (Mexico) per un tumore ai polmoni diagnosticatogli solo un anno prima, pochi mesi dopo la realizzazione di The Hunter,
Bowman
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