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visioni: recensioni A-Z / SHORTCUTS / DIRECTORS / YEARS
BOXCAR BERTHA/AMERICA 1929: STERMINATELI SENZA PIETA'
(USA 1972)
di M. Scorsese con B. Hershey D. Carradine
Il secondo lungometraggio di Martin Scorsese nacque sulle ginocchia di Roger Corman, nume tutelare della nuova generazione terribile del cinema americano allevata a forza di low budget, sesso e violenza.
Scorsese sviluppò la biografia romanzata di Bertha Thompson (Barbara Hershey), una giovane rapinatrice innamorata di un sindacalista bandito (Big Billy Shelley - David Carradine) e/o di un timido baro (Rake Brown - Barry Primus), come un soggetto della nouvelle vague francese, spensierato e pudicamente erotico.
La Hershey divenne così l'ennesima erede della Bonnie interpretata da Faye Dunaway in Gangster's Story di Arthur Penn: meno affascinante certo, ma più ribelle ed emancipata. Boxcar Bertha le deve lo sguardo trasognato, da avventura d'allegri disperati nell'America della depressione.
Scorsese colse l'occasione di realizzare una denuncia del razzismo e della violenza repressiva esercitata dalla classe dirigente e dai proprietari terrieri nel 1929, ricchi aguzzini senza pietà (come ricorda il solito innominabile titolo italiano...) con tanto di killer personali al seguito. Il parallelo con il momento storico "rivoluzionario" di Martin datato 1972 è piuttosto scontato, ma in grado di dare vigore alla pellicola almeno quanto il finale sanguinario in cui Big Billy viene ucciso ed inchiodato ad un vagone merci lasciando Bertha al più vecchio amico della coppia, il nero Von Morton (Bernie Casey). Proprio Von Morton è il protagonista silenzioso del racconto, vittima predestinata di ogni angheria in quanto colored ed inatteso vendicatore dell'amico assassinato nelle battute finali della pellicola. Lo stile di Scorsese si dimostra ancora piuttosto acerbo, ma già rilevante: seguendo il consiglio di Cassavetes punterà poi su storie più personali e Mean Streets (1973) sarà solo l'inizio della sua fortuna.
Bowman
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