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4 MESI 3 SETTIMANE 2 GIORNI
(Rom 2007)
di C. Mungiu

Chiaccherando con un giovane attore che non aveva vissuto gli anni di Ceausescu, Mungiu scoprì che il passato rischiava di scomparire come una bolla di sapone: il ragazzo blaterava senza coscienza alcuna del regime e di come fosse migliore la vita prima della caduta del Muro.
4 mesi 3 settimane 2 giorni più che una risposta è un memorandum, un modo per ricordare come quella dittatura entrò sottopelle e modificò il comportamento dell'intero popolo romeno, costringendolo ad una pragmaticità estrema, totale.
In particolare assistiamo ad un aborto clandestino, corredato da una dolorosa litania di richieste atroci, impossibili d'accettare se non nella disperazione. Non esiste altra via, paiono dire gli occhi di Anamaria Marinca, splendida interprete al pari degli altri due attori protagonisti Vlad Ivanov e Laura Vasiliu, ognuno a suo modo capace di divenire cardine della vicenda.
Mungiu dirige 4 mesi 3 settimane 2 giorni con una fisicità da maestro horror, indugiando sì sui corpi, ma allo stesso tempo spostando la camera dal centro dei fatti al volto di chi guarda.
Organizza la pellicola come una successione di movimenti a mano e piani sequenza statici, lividi e altamente comunicativi, necessari più che dolorosi. E' un'immersione in un mondo senza ragione, obbligato ad accettare ogni imposizione e ogni rischio per continuare a vivere, per non dimenticare d'essere vivo.
Ma Mungiu riesce ad andare oltre lo scenario socio politico e il dolore del soggetto raccontato: l'ultima inquadratura, un'aperta interrogazione in camera, lascia un dubbio capace di ribaltare i ruoli e spegnere ogni pietà.

Bowman