sound and vision home 2010
UPCOMING          
        
Four Tet / FlyIng Lotus / Bibio          
Five Days Off - Paradiso, Amsterdam 03.03          

Phoenix           
Paradiso, Amsterdam 26.03           
 
LCD Soundsystem           
Paradiso, Amsterdam 04.05
              








FAT FREDDY'S DROP
European Tour / Paradiso, Amsterdam
- 26.11

01. SHIVERMAN
02. RAY RAY
03. BOONDIGGA
04. PULL THE CATCH
05. ROADY
06. ERNIE
07. WILD WIND
08. THIS ROOM / WAITING IN VAIN

09. HOPE
10. MIDNIGHT MARAUDERS / THE RAFT

Preceduti da una serie di ovazioni i Fat Freddy’s Drop salgono sul palco del Paradiso travolti dagli applausi, apertura con Shiverman in grado immediatamente di sintetizzare la serata: bassi potenti e dub che scuotono la sala, architettura per chitarra e tastiere a far da trampolino alla calda voce soul di Dallas Tamaira e al terzetto di fiati, scatenato, formato dai pittoreschi Tony Chang, Chopper Reedz e Hopepa, da subito beniamini privilegiati del pubblico.
La band neozelandese, bestseller in patria e scoperta dalla critica internazionale con l’esordio Based on a true story (2005), sta conducendo trionfalmente un mini tour europeo con date a Londra, Manchester, Berlino e Parigi (queste ultime, come Amsterdam, sold out) per la promozione del suo secondo album Dr. Boondigga and the big BW.
Le nuove composizioni virano decisamente verso l’elettronica sempre con il faro reggae/dub a orientare la direzione: si sovrappongono poi di brano in brano sfumature soul, funky e jazz (il terzetto sax, tromba e trombone oltre a creare melodie si lancia continuamente in assolo da applausi), psichedelia e hard rock (la conclusione di Ray Ray e Pull the catch con Jetlag Johnson alla chitarra sugli scudi) e hip hop (l’intromissione rap di DJ Fitchie in Roady accende ancor piu’ la platea in un crescendo di cori… FIRE! FIRE!). Dieci pezzi per quasi due ore di show, pubblico infuocato e danzante per tutto il tempo e i Fat Freddy’s Drop accolti come fossero a Wellington… Impressionante in ogni caso la trasformazione di ogni brano in suite da 10-12 minuti con introduzioni e code magistralmente dilatate che fanno risplendere il crogiolo di stili che anima il gruppo. Particolarmente riuscita in uno show strepitoso e senza punti deboli la dedica al nume tutelare Marley al termine di una tellurica This Room: audience sopraffatto e conquistato da Waiting in Vain, inaspettata e dolcissima.


FRANZ FERDINAND
Tonight:Franz Ferdinand / HMH Amsterdam - 22.11

01. THIS FIRE
02. LIVE ALONE
03. WALK AWAY
04. CAN'T STOP FEELING
05. BITE HARD
06. TELL HER TONIGHT
07. DO YOU WANT TO
08. MICHAEL
09. NO YOU GIRLS
10. TAKE ME OUT
11. ULYSSES
12. 4O FT.
13. OUTSIDERS

14. THE DARK OF THE MATINEE
15. DARTS OF PLEASURE
16. TURN IT ON
17. LUCID DREAMS

Partiti nell’autunno 2008 con la pre-promozione di Tonight: i Franz Ferdinand sono ancora in tour e non si fermeranno sino ad Aprile 2010… La data di Amsterdam e’ la seconda nella citta’ olandese quest’anno, anche in questo caso andata sold out settimane prima dello show come la precedente al Paradiso nello scorso maggio.
Date europee ri-iniziate giusto il giorno prima da Anversa e band in forma strepitosa, inarrestabile live con i nuovi brani ormai integrati in modo perfetto in scaletta.
Ad aprire il concerto set dei Cribs dei fratelli Jarman, ma soprattutto di un’eccezionale Johnny Marr, impagabile alla chitarra. L’ex Smiths ha permesso al gruppo di Wakefield un vero e proprio salto di qualita’, basti pensare alla chiusura da applausi a scena aperta di We share the same skies, energica e travolgente.
Se i Cribs possono considerarsi un lusso come gruppo spalla (oltre che un onore, parole di Alex Kapranos) e non un rischio per chi deve salire sul palco dopo di loro lo si deve a come e quanto i Franz Ferdinand siano cresciuti dall’omonimo album d’esordio datato 2004 ad oggi. Opening con una This Fire eccitante, capace da subito di scardinare ogni resistenza o freddezza da parte del pubblico e coinvolgerlo immediatamente grazie a cori e riff su di giri.
Live alone viene poi interpretata in versione piu’ dark rispetto alla versione presente su Tonight: con cupo sfavillio di tastiere mentre Walk away e’ perfetta per giocare con l’allure ironicamente macabro della band introdotta sul palco da una composizione vampiresca in stile Hammer tanto quanto la scritta gotica Franz Ferdinand comparsa come per magia alle spalle dei componenti del gruppo. Il pubblico dell’HMH si lancia in prolungati battimani a tempo a introdurre una liberatoria e divertentissima Can’t stop feeling, prima di ondeggiare agli ordini di Kapranos sull’introduzione di Bite hard (sara’ il fido McCarthy poi a dare dimostrazioni di rock n roll con il dito puntato verso il cielo durante ogni assolo di clavicembalo elettronico…). L’uno-due tratto da Tonight: e’ accompagnato da video con dichiarati intenti psichedelici sospesi tra riferimenti 70s e 80s, solo luci invece per i brani dei primi due album. I Franz Ferdinand combinano un approccio live decisamente rock, anzi ai limiti del punk (le nervose ed esaltanti Tell her tonight e Michael su tutte), per poi sciogliersi in ritornelli e incisi che soggiogano il pubblico con carezze pop. Esempio principe la reazione scatenata dell’audience alle prime note di Do you want to, accolta in modo trionfale e cantata all’unisono da tutti i presenti.
Ulteriori sferzate elettriche ed elettroniche da No you girls e dal sinistro inno nichilista Ulysses: gli spettatori capitolano definitivamente sotto i colpi di un’emozionante Take me out con la band a saltare felice per il palco e una dilatata, vagamente dub, 40 ft. in cui i cori lanciati da Kapranos trovano facile ed euforica risposta.
Chiusura della prima parte dello show con Outsiders, magnifica nella lunga coda strumentale conclusa dall’intera band alle percussioni in un intenso, irresistibile, crescendo.
Neanche il tempo per respirare, non c'e' praticamente spazio tra una traccia e l’altra, ed i Franz Ferdinand ritornano sul palco: Alex attacca solo per voce e chitarra The Dark of the Matinee, prima che la band lo segua rendendo il pezzo trascinante e si lanci una versione di Darts of pleasure devastante, occasione ideale per presentare ogni membro del gruppo, omaggiare Amsterdam (Amster-fucking-dam!)  e lanciarsi in un conclusione infuocata sull’ “Ich heiße Superphantastisch! Ich trinke Schampus mit Lachsfisch! Ich heiße Su-per-phan-tas-tisch!” alla fine del pezzo che diviene d’acchito la vetta punk/rock dello show.
Turn it on sembra riportare per un attimo le lancette indietro, alle prime battute del concerto, ancora con animazioni visionarie e senza tempo a invadere la struttura alle spalle del gruppo: sara' il viatico agli oltre 15 minuti della strepitosa Lucid Dreams. Partenza decisamente rock e finale tutto elettronico con Kapranos e McCarthy a sfidarsi a colpi di sintetizzatori. Una progressione geniale che passa dalle sferzate elettriche iniziali ai loop impazziti che sostengono gli assolo di Robert Hardy al basso dell’indiavolato Paul Thomson alla batteria, rimasti soli dopo i saluti in rapida successione di Alex e Nick , il secondo addirittura scomparso con un tuffo tra le prime file del pubblico. Al termine dell’ultima rullata di Lucid Dreams la risata del maligno sancisce la conclusione dello show mentre i Franz Ferdinand, nuovamente al completo, escono da dietro le quinte inchinandosi di fronte al proprio pubblico: standing ovation piu’ che meritata per una band sfavillante, in grado di scuotere violentemente e allo stesso tempo intrattenere senza mai perdere di vista una sacrosanta dose di ironia. Anche perche’ il vero divertimento per i Franz Ferdinand sembra essere il trasformare ogni set in un grande party rock capace di scatenare letteralmente qualsiasi tipo di pubblico… un ottimo intento, soprattutto quando, come ieri sera, l’atmosfera diviene in un attimo incendiaria e lo show si tramuta in festa sin dalle prime battute.

MASSIVE ATTACK
European Tour 2009 / HMH AMSTERDAM - 27.10

01. BULLETPROOF LOVE
02. HARTCLIFF STAR
03. BABEL
04. 16 SEETER (GIRL I LOVE YOU)
05. RISING SON
06. RED LIGHT
07. FUTURE PROOF
08. TEARDROP
09. PSYCHE
10. MEZZANINE
11. ANGEL
12. SAFE FROM HARM
13. INERTIA CREEPS

14. SPLITTING THE ATOM
15. UNFINISHED SYMPATHY
16. MARAKESH (ATLAS AIR)

17. KARMACOMA

Poco piu’ di un anno dopo lo show estivo datato 2008 a Westerpark ed e’ gia’ tempo per i  Massive Attack per un ritorno ad Amsterdam: nel frattempo il tanto atteso nuovo album non ha ancora una data di pubblicazione mentre in circolazione e’ arrivato l’EP corredato di remix Splitting the atom. Il lavoro della band sulle nuove tracce non e’ cosi’ misterioso come questi quattordici mesi lascerebbero ipotizzare: l’interminabile post produzione di 3D ha lasciato in secondo piano le atmosfere morbide che s’intuivano dallo show precedente per virare verso contesti piu’ cupi e in linea con la tradizione della band del dopo Mezzanine.
L’album capolavoro pubblicato nel 1998 resta il collante dell’esibizione live dei Massive Attack, splendidamente coadiuvati da un’eccellente Martina Topley Bird, protagonista di un opening act strepitoso prima di unirsi al collettivo di Bristol nelle versioni live di Babel, Red light, Teardrop, Psyche e Splitting the atom (alle tastiere).
Apertura per sola musica con Bulletproof Love, poi le voci di 3D e Daddy G ad incrociarsi per il crescendo continuo e irrorato dai synth della trascinante Hartcliff Star: Babel sferza la platea con riverberi e feedback animati dal drum n bass, definitivo approdo del sound dominante nella soundtrack curata da Del Naja qualche anno fa’ per Danny The Dog. Da applausi a scena aperta come sempre la presenza immancabile e carismatica di Horace Andy (“It’s 25 years that we bless this man!” scandisce 3D al microfono introducendolo): magnifico ed ironico nell’inedita 16 Seeter e in Angel, addirittura mefistofelico in Splitting the atom, con la sua voce a sposarsi perfettamente con i timbri bassi del cantato di Daddy G. Resta incredibile l’impatto devastante e coinvolgente di brani come Rising Son, Mezzanine e Inertia Creeps in cui i Massive Attack raggiungono l’apice della propria produzione tra liriche sofferte e violenti squarci elettrici. Nel mezzo la riproposizione di un grande pezzo come Future Proof, apertura dell’ultimo album dato alle stampe dalla band, quel 100th Window ritenuto a ragione soprattutto una creatura personale di 3D e per questo probabilmente archiviato nelle esibizioni live dello scorso anno. Future Proof si lega in modo ideale all’attuale sound del gruppo, basato su elementari e diabolici loop alle tastiere pronti ad inseguirsi per l’intera durata di ogni singolo brano (ne sono esempio oltre a Splitting the atom e Hartcliff Star, anche la suadente Red Light e la nervosa, splendida ed inquietante Marakesh).
Teardrop viene appunto riletta alla luce dei nuovi arrangiamenti, introdotta da un pianoforte lancinante prima che la melodia si riavvicini all’originale: e’ il viatico ad una sorprendente Psyche, molto diversa rispetto all’apprezzabile versione remixata da Van Rivers & The Subliminal Kid presente sul Splitting the atom EP, con la voce di Martina Topley Bird in primo piano sulle note di un’ispirata chitarra acustica.
Nota a parte per le due gemme estratte da Blue Lines pura meraviglia per Safe from harm, sempre piu’ psichedelica nella sua coda strumentale e ovazioni ripetute per la performance sopra le righe che anima Unfinished Sympathy, con Daddy G a dettare i ritmi in console. Poco dopo Mr. Marshall Grant  salutera’ il pubblico che lo applaude senza sosta con un “You’re too kind…” a meta’ tra confessione e autoironia…
3D senza accompagnamento recita le strofe iniziali di Karmacoma prima che la band e G si uniscano nell’incedere unico e ipnotico del brano simbolo di Protection: pubblico completamente in visibilio al termine di una grande performance capace ancora una volta di unire con qualita’ altissima elettronica, rock, noise, dub, trip hop, incanti e alchimie vocali come nessun altro - ancora oggi - riesce a fare.

THE XX
XX On Tour 2009 - Paradiso (Kleine Zaal), Amsterdam - 10.10

01. INTRO
02. CRYSTALISED
03. VCR
04. ISLANDS
05. HEART SKIPPED A BEAT
06. FANTASY
07. SHELTER
08. BASIC SPACE
09. TEARDROPS
10. INFINITY
11. NIGHT TIME
12. STARS

Gli XX aspettano con le spalle al pubblico l’inizio del concerto, la sala in completo silenzio seppur stimata all'inverosimile e' attraversata solo da qualche vago feedback e rumore elettronico.
In apertura i talentuosi Holy Miranda, atmosfere suadenti virate al noise per doppia chitarra, voce femminile e coretti maschili.
Il set del duo americano svanisce letteralmente all’attacco dell’introduzione dell’album d’esordio della giovanissima band londinese: l’atmosfera live mette l’accento sulle basi elettroniche dettate da Jamie Smith a innestare la sovrapposizione degli strumenti e delle voci di Oliver Sim (basso) e Romy Madley Croft (alla chitarra con Baria Qureshi). Dai beats di Jamie nasce un’alchimia unica, nonostante le influenze che serpeggiano tra un brano e l’altro siano evidenti e le corde delle chitarre riecheggino al rallentatore la migliore new wave.
La band al primo tour europeo come evento principale regala una performance emozionante al pubblico che ha gremito la sala piccola del Paradiso: una nuova esibizione nella main room e’ gia’ in cartellone per il prossimo febbraio dopo questo incredibilmente rapido sold out.
Non c’e’ da stupirsi in fondo, anche se le acclamazioni che si susseguono sembrano prendere in contropiede la band, timida, ma felice a giudicare dai sorrisi scambiati ad ogni incrocio di sguardi.
Due monitor raffiguranti due X, niente piu’ che l’intera pubblicazione d’esordio ed una coinvolgente Teardrop per mettere k.o. un pubblico che vantava davvero pochi coetanei dei diciannovenni componenti del gruppo. Davanti agli XX l’audience ha voluto stringersi in un ideale abbraccio, scaldando continuamente l’atmosfera tra un brano e l’altro e rimanendo in rapito silenzio durante quasi ogni esecuzione, a dimostrare stima, ma – si direbbe – anche incontenibile affetto. “This is just the second date after Paris and…it’s amazing” dice Oliver restando poi senza parole di fronte agli applausi scroscianti per uno show gioiello quanto e piu' poteva far prefigurare l'album d’esordio marchiato XX.



   
website 2003 2008
website 2003 2008